Alla scoperta della storia della canapa: una pianta millenaria
di Redazione
01/06/2022
La legge sulla canapa light
La legge sulla canapa light è quella 242/16 si caratterizza per il fatto di presentare un contenuto di THC che risulti inferiore allo 0,2% e non superiore comunque allo 0,6%. Si tratta di un elemento importante, dal momento che è proprio questa la componente all’origine di tutto il gran parlare che si fa intorno alla pianta e al suo impiego sotto forme non legali e non positive per la salute. Il THC, o tetraidrocannabinolo, è l’elemento che provoca nella canapa un'azione di tipo psicotropo: per questo è importante che rimanga nei parametri consentiti per legge. Diverso il discorso del CBD o cannabinolo, altro componente presente nella canapa che, invece, non causa stati di tipo psicogeno. I prodotti che si trovano realizzati a base di canapa light sono molteplici: dall’olio di CBD fino all’impiego in agricoltura degli stessi semi, oltre che in campo erboristico, edile, cosmetico, alimentare, per fare degli esempi. Sono tutti conseguiti a partire da una sola varietà considerata legale: la canapa sativa. Diverse le aziende, presenti anche online, che commercializzano la canapa. Una di queste è 100% Made in Italy è https://www.puracbd.it/ e si caratterizza per il fatto di coltivare, produrre e commercializzare la cannabis light, conseguendo le fasi della filiera nella loro interezza. La canapa è, del resto, una pianta che in Italia ha una storia importante. Se siete curiosi, continuate a leggere: ne parliamo nel prossimo paragrafo.La diffusione della canapa in Italia
La coltura, l’impiego e la stessa commercializzazione della canapa si intrecciano con la storia delle Repubbliche Marinare nel Medioevo, Serenissima inclusa, con un vero e proprio business per la pianta. Città come Bologna e Ferrara si caratterizzavano per il commercio della canapa tessile di ottima qualità. Tessuti che trovavano impiego soprattutto nella realizzazione delle vele, comprese quelle britanniche, in ciondoli, nelle carte delle mappe, tutte in fibra di canapa coltivata, oltre che nei prodotti destinati alla quotidianità. L’Italia è stata per lungo tempo il secondo produttore mondiale di canapa con i suoi quasi 1000 ettari di superficie destinati alla coltivazione. Oltre che nel Ferrarese e nel Bolognese la canapa era coltivata anche in Liguria, Toscana, Umbria e nel Sud Italia, in particolare in Campania e in Sicilia. La canapa è stata considerata un bene prezioso fino agli anni Trenta del Novecento in molteplici settori dell’industria. In questo periodo è iniziata, però, una campagna denigratoria che ha portato a preferire materiali ottenuti dal petrolio, favorendo lo sviluppo di un certo tipo di economia di stampo industriale. Da qui il declino della canapa, in modo particolare dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Oggi si sta assistendo a un revival importante e ricco di successo, in diversi ambiti che vedono l’utilizzo della canapa, complice anche la legge sulla cannabis light.Articolo Precedente
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